Un LED wall immersivo in un allestimento museale Armonica

Museo multimediale:
da dove si parte

La tentazione è partire dalla tecnologia. La strada giusta parte da un'altra parte: dal racconto, dallo spazio e dal pubblico. Il percorso in cinque passi, con gli esempi dei nostri cantieri.

«Vorremmo rendere il museo più multimediale: da dove si parte?» È la domanda che ci sentiamo fare più spesso da direzioni e fondazioni. La risposta breve: non dalla tecnologia. Ecco il percorso che seguiamo, in cinque passi.

1. Prima il racconto

Ogni museo ha una storia da raccontare, ed è quella a decidere tutto il resto. Cosa deve capire il visitatore? Cosa deve provare? Quali sono le sale e le opere chiave? A queste domande rispondono curatori e direzione — noi ascoltiamo, perché la tecnologia si sceglie dopo, sul racconto.

2. Poi lo spazio

Il sopralluogo dice cose che nessun progetto sulla carta può dire: la luce delle sale, l'acustica, i vincoli architettonici, i percorsi del pubblico, gli impianti esistenti. In un edificio storico, per esempio, la videoproiezione spesso vince perché non tocca le superfici.

3. Poche tecnologie, quelle giuste

Un museo multimediale non è un museo pieno di schermi. Gli strumenti si scelgono sul racconto: videoproiezioni integrate con l'architettura (come al Leonardo di Milano), LED wall che aprono finestre impossibili (come a Brunico, dove il video vive di suoni e racconti), totem touch per mappe e approfondimenti, sensori che fanno reagire i contenuti ai gesti. L'elenco completo è nella pagina allestimenti per musei.

4. Procedere per gradi

Non serve rivoluzionare tutto in una volta: si può partire da una sala, da una proiezione, da un totem all'ingresso — e crescere col tempo e con i risultati. L'importante è che l'impianto nasca pensato per crescere: rete, controllo e infrastruttura dimensionati anche per i passi successivi.

5. E dopo l'inaugurazione, la vita vera

Un allestimento si giudica al martedì mattina, non alla sera dell'inaugurazione: contenuti da aggiornare via software senza riaprire il cantiere, un controllo semplice per il personale di sala, assistenza e manutenzione programmata. È il modello con cui presidiamo le aule dell'Università di Torino dal 2016.

Le domande rapide

Il museo deve chiudere durante i lavori?

Quasi mai del tutto: si lavora per sale e per fasi, coordinandosi con l'apertura. È uno dei motivi per cui il progetto va costruito con chi il museo lo vive ogni giorno.

Quanto costa?

Dipende da quante sale coinvolge e dalle tecnologie: una sala immersiva e un percorso completo sono investimenti molto diversi. Si parte dal racconto e dal budget reale, e si dimensiona di conseguenza — il sopralluogo è gratuito.

E i contenuti chi li fa?

Curatori e studi creativi; noi progettiamo e installiamo il sistema che li fa vivere nello spazio e li rende semplici da aggiornare.

Hai un museo da accompagnare nel multimediale?

Raccontaci la collezione e il pubblico: costruiamo il percorso su misura, un passo alla volta. Sopralluogo gratuito.

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